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Sottovarietà: Michet, Lampia, Rosè, originatesi da mutazione nel
corso dei secoli, diverse per attitudini colturali e capacità
produttiva.
La prima, la più rinomata, è caratterizzata da una produzione
piuttosto incostante e limitata, per questo motivo si va
limitando la sua area di diffusione nonostante l’ottima qualità.
Facilmente riconoscibile per la foglia pentalobata di dimensioni
inferiori alla media, il grappolo compatto, piccolo, cilindrico,
l’acino tondo di colore violaceo rossiccio, pruinoso.
La seconda,la più diffusa, di maggior diffusione per la buona
resa quantitativa e per il vino pregiato che ne deriva, presenta
foglia grande, trilobata, grappolo ben sviluppato di forma
piramidale allungata, acino tondo, viola scuro, fortemente
pruinoso.
Vigoria vegetativa: notevole, richiede una potatura
discretamente lunga. Ha tralcio lungo, internodo lungo con legno
di color cannella carico
Produttività: buona, più o meno costante a seconda delle
sottovarietà
Germoglio: ad apice espanso, bianco argento, con foglioline
apicali di colore biancastro, cotonoso.
Foglia: di grandezza media, trilobata e talvolta pentalobata,
quasi glabra
Grappolo: di grandezza media, allungato, di forma piramidale
alato, semi-compatto, con acino medio, rotondo, buccia di colore
violaceo scuro, molto pruinosa da sembrare grigia, sottile ma
resistente, polpa succosa, di sapore semplice, dolce, acidula ed
astringente. Se ben maturo è molto ricco di zuccheri.
Epoca di maturazione: da metà ottobre, è l’ultimo dei vitigni
piemontesi ad essere vendemmiato.
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