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Sangiovese

 

L'origine del vitigno più prolifico e diffuso in Italia è quasi unanimemente attribuita alla toscana.
Le dimensioni del grappolo variano notevolmente a seconda dei tipi, è comunque generalmente compatto ed alato; gli acini ellissoidi sono di colore scuro.
L'alta diffusione di questo vitigno che matura a metà ottobre è sicuramente conseguente alla sua grande vigorosità ed alla copiosa produzione che lo caratterizzano.


Vitigno di origine toscana o dell’Appennino tosco -romagnolo; ha trovato ampia diffusione in tutta Italia centrale tanto che si può considerare il più diffuso a livello nazionale. In passato veniva confuso con un gruppo di vitigni quali il Ciliegiolo, il Montepulciano ed il Canaiolo. Ormai accertata la loro origine varietale possiamo affermare che la tipologia più diffusa sul territorio regionale è quella del Sangiovese "grosso" biotipo "romagnolo" che si distingue per avere l’acino più grosso, il grappolo più spargolo, e per le elevate produzioni unitarie. Il vitigno presenta in effetti una elevata variabilità fenotipica intravarietale per l’origine policlonale della varietà che, unitamente, all’accumulo di mutazioni geniche, all’interazione con l’ambiente e alle pressioni selettive, hanno creato un’ampia base genetica. Tale variabilità può essere rilevata soprattutto dalle dimensioni e forma delle bacche, del grappolo e delle foglie. Attualmente esiste un gran numero di cloni omologati, di cui i più recenti fanno riferimento per buona parte ai biotipi ad acino e grappolo di dimensioni contenute, produttività media ed elevate caratteristiche qualitative. Attualmente sono disponibili i seguenti cloni selezionati nelle Marche: AP SG 1; AP SG 2; AP SG 5. Il vitigno è plastico ed ha un’ampia adattabilità a diversi tipi di clima, terreno e a differenti tecniche colturali. Fornisce vini di color rosso rubino intenso, tannico, di buon corpo, armonici e con gradevole retrogusto amarognolo: si presenta di aroma fruttato da giovane mentre invecchiato sprigiona profumi affinandosi notevolmente. Impiegato in uvaggi con vitigni "miglioratori", guadagna in colore, armonicità ed aromaticità. Questo vitigno rientra nella composizione di produzioni DOC quali il "Rosso Piceno", "Rosso Piceno Superiore", "Esino" e "Colli Pesaresi" in cui alla mescolanza di uve Sangiovese possono concorrere uve di bacca rossa idonee alla coltivazione in diverse percentuali.

 

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